Uno, nessuno ... mille volti rubati

Agli inizi di gennaio 2024 è iniziato il progetto di fare 1000 ritratti nella metropolitana B di Roma, nel percoso Piazza Bologna - Tiburtina. Tutto nasce da un vecchio proposito di disegnare i volti nel tragitto di andata e ritorno al lavoro, con l'intento di tenere in esercizio la mano. Con i primi tentativi si sono rivelate tantissime peculiarità che rendevano l'esercizio interessante. La precarietà di equilibrio, l'affollamento, la scelta del soggetto ed il brevissimo tempo a disposizione per tratteggiarlo sul taccuino erano ostacoli da superare quasi fossero un passatempo. Poi, però ho scoperto l'intensità dell'entrare in 100 secondi in un contatto profondo con il viso di chi ritraevo ....

In una vecchia intervista a Tullio Pericoli alla seguente domanda

Cosa spinge a ritrarre il volto di un altro essere umano?
Ecco cosa rispose Tullio Pericoli - "Per chi lo fa, come per chi lo vedrà, il ritratto presuppone una lettura dei segni del volto più avanzata di qualsiasi altra forma di comunicazione, sia fotografica che cinematografica. Già la parola viene da traere, come se tu dovessi rubare qualcosa a quel volto per mostrarlo ad altri. Davanti all´ipotesi di farsi ritrarre, c´è sempre una forma di resistenza, come se il soggetto si esponesse a una lettura di se stesso più scoperta, quasi una denuncia. Ho fatto un esperimento, qualche tempo fa: sono andato da amici e conoscenti e ho proposto di fargli il ritratto partendo dalle loro indicazioni. Perché porto la barba, come mi penso, come mi vedo... Inizialmente un´adesione entusiasta, poi la fuga, segnata dal panico. L´esposizione era troppo forte".